lunedì 17 febbraio 2014

The Wolf Of Wall Street of The Lion

L'ho visto non meno di due settimane fa e me ne sono già dimenticato. Suona come una bocciatura, lo so, e forse lo è, ma è la verità. Ammetto di essere giunto a questa conclusione solo ora, perchè appena uscito dalla sala ero ancora inebriato e stordito dal ritmo incalzante e adrenalinico e probabilmente il mio post avrebbe avuto un altro tenore. Ora posso dirlo con certezza, non mi ha convinto.
E la cosa ancora più grave è che non ho nessuna voglia di rivederlo, il che, nella mia personale concezione del cinema vuol dire inserire The Wolf of Wall Street nella categoria "mmm...un bel film, da vedere, ma...".
I motivi sono diversi e il principale è sicuramente l'alta aspettativa che giustamente va data ad un film della premiata ditta Scorsese - Di Caprio. Ci hanno abituati molto bene, forse troppo, e chiaramente ci si aspetta il capolavoro o quantomeno il film dell'anno nonostante siamo solo a febbraio.
La trama è quella che è, la storia di Jordan Belfort passato alla storia come uno dei più grandi truffatori degli ultimi 50 anni, nonchè broker finanziario, abile venditore di fumo e ammalliatore seriale. Ma di come abbia architettato le sue mirabili fantasiose truffe milionarie non v'è traccia se non come filo conduttore della sua ascesa e declino. Altro punto a sfavore.
Certo, non ci si aspetta un legal thriller, ma almeno qualche succulento e stravagante pacco paccotto e contropaccotto che tanto fa bene al pathos scenografico si.
Purtroppo la dura verità è che The Wolf of Wall Street si limita (seppur benissimo) ad una serie infinita di vizi e stravizi da Olimpiadi del degenero le cui specialità principe sono la droga e il sesso in tutte le sue forme e sfaccettature. Un campionario di sostanze proibite estremamente fantasiose come i farmaci scaduti conservati come un Dom Perignon del '59, e una serie infinita di fantasie sessuali che partono da Sodoma e Gomorra e arrivano agli albori di youporn.
Divertente senza dubbio. E' un pò come vedere contemporaneamente Una notte da leoni I II e III, Paura e delirio a Las Vegas e Animal House, con un pò più di fascino e un pò meno sana gioia.
Tre ore di accettabile e godibile spettacolo con grasse risate e puro piacere per gli occhi di un pubblico adulto, ma a mio modesto avviso, nulla più (per quanto non è poi così poco. In teoria è quello che un buon film dovrebbe dare nella maggior parte dei casi).
La sua ancora di salvataggio dal mare dell'oblio cinematografico è senza alcun dubbio il buon Leonardo Di Caprio, che oltretutto come sappiamo, di ancore e naufragi se ne intende. A dir poco perfetto nell'ennesimo ruolo cucitogli addosso da Mastro Martin, se non prende l'Oscar nemmeno quest'anno farebbe bene a comprarsene uno al mercato nero.
Mi aveva entusiasmato nel Grande Gatsby ma qui si supera con una prova da "grande vecchio" in cui riesce ad esprimere egregiamente tutte le sfumature dell'essere umano prima innalzato a Dio dal potere e dagli eccessi e poi corroso nell'animo dall'avidità e dal sospetto. Strepitoso.
Fuori dal cinema ho visto gente improvvisare un banchetto per la raccolta firme per modificare il titolo del film in The Lion of Wall Street!


Nessun commento:

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...