venerdì 24 gennaio 2014

La metafora del piumone

Capita di andare per tanto tempo nello stesso ristorante, quasi tutti i giorni, trovare un ambiente familiare, fare amicizia con i proprietari e con i camerieri e di conseguenza ricevere un trattamento “di favore”. Magari ti offrono l’amaro, ti servono prima, ti salutano caldamente appena entri e soprattutto, nell'attesa che arrivino le ordinazioni, ti portino una pizza appena sfornata per ingannare la fame!
Bene, quella pizza te la sei guadagnata. È il premio fedeltà che ormai ti spetta di diritto. È un traguardo raggiunto con costanza e sacrificio e ormai la pretendi. L’aspetti e magari hai anche la faccia tosta di chiederla se non ti arriva subito. Non ci sono santi, tu quella pizza la vuoi, la brami, la senti tua!
Capita poi un bel giorno che quella pizza non arriva più e sei a tavola con i tuoi amici e ti chiedi perché. 
Sarà che in quel ristorante non ci vai poi più tanto spesso e… ti chiedi perché.
Sarà che non puoi più permetterlo in quanto non hai più i ticket restaurant e… ti chiedi perché. 
Sarà che l’azienda non te li dà più e… ti chiedi perché.  
Sarà per colpa della crisi e… continui a chiederti perché!
È come quando stendi ad asciugare un grosso piumone. Ci metti tante mollette per mantenerlo (diciamo 10 per comodità?), perché ci tieni a quel piumone e non vuoi che caschi di sotto. Ma a volte capita (e non ditemi che a voi non vi è mai capitato) che la prima molletta si stacchi per il troppo peso o perché è messa male. E cosa succede? Se non la rimettete in tempo è molto probabile che si stacchi anche la seconda, la terza e, sempre più velocemente anche la quarta la quinta e tutte le altre. A quel punto il piumone è, se vi va bene, sul balcone dell’appartamento di sotto, ma nella maggior parte dei casi lo vedete come una macchia informe spiaccicato sull’asfalto o sul marciapiede sotto casa.
È inutile spiegarvi quindi che, se si stacca la molletta n.10 la colpa non è del peso del piumone, ma bensì della molletta n.9 e così via. Quindi non ci meravigliamo se a volte le cose cambiano e non saltiamo subito a facili e precipitose conclusioni. C’è sempre una sequenza di mollette che hanno scatenato gli eventi e che magari possono essere rimesse la loro posto, con poca o tanta fatica poi dipende.
Ora, capisco che una pizza non è un piumone e che forse la sto facendo troppo lunga, ma io quella pizza la volevo, mi piaceva, mi faceva sentire bene, coccolato e soprattutto pensavo di meritarmela, e pensavo anche di aver utilizzato tutta la cura possibile nel mettere le mollette sul piumone, ma forse mi sono sbagliato. La prossima volta ci starò più attento.

Ps. Per onestà intellettuale devo rivelare che il padre della "metafora del piumone" non sono io ma me ne sono appropriato e la userò a mio piacimento per farmi figo. Non rivelerò l'autore tanto, visto il soggetto, nessuno ci crederebbe.

1 commento:

Paola Avvocata ha detto...

più che l'"url" del mio blog, vorrei scrivere il mio "urlo" liberatorio, perché finalmente vedo che ci stiamo arrivando un po' tutti al .... piumone, anzi alle mollette. Complimenti, Claudio, hai reso bene il quadro. Prossimo piumone e prossima pizza? Dimmi come va a finire. Baci, Paola

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...