mercoledì 22 maggio 2013

Il Grande Gatsby è tornato

Grande Gatsby, grande film!
Ho letto il libro un po' di anni fa ma ammetto di non ricordarlo perfettamente. È stato da molti definito come uno dei migliori romanzi della letteratura americana del secolo scorso, ma il mio modesto parere è un po’ discordante. Mi è sempre sembrato un giudizio eccessivo.
Il film, invece, è un’altra roba. Non è sicuramente uno dei migliori film della cinematografia americana di questo secolo ( e non credo nemmeno che aspiri a tanto), ma è dannatamente bello!
Non aspettatevi una fedele riproduzione del romanzo, non cercate di rivivere le emozioni che le sue pagine vi hanno regalato, ma, invece,  abbandonate la vecchia idea del Gatsby di Fitzgerald e lasciatevi abbindolare dal sorriso sornione di Leonardo Di Caprio. Vi piacerà, fidatevi!
La storia la conoscono un po’ tutti. Siamo nell’America degli  anni venti e il protagonista è Jay Gatsby, un graffiante gentiluomo fascinoso, plateale e misterioso allo stesso tempo, che organizza feste strepitose con uno scopo apparente e un altro segreto.
Ricco, anzi ricchissimo, di soldi di dubbia provenienza. Dubbia come la sua storia e le sue origini, che verranno fuori a poco a poco in un perfetto mix di suspense e genuina curiosità.
Attorniato da una miriade di collaboratori, idolatrato dalla folla, mitizzato dai più, in realtà vive all’ombra del suo sogno e in una solitudine talmente intima e profonda che sembra quasi abbia voglia di abbracciarsi da solo.
La chiave di lettura è tutta qui ed è tutta sulle spalle di un immenso Leonardo Di Caprio! Il 90% della riuscita del film è suo. Lui è Il Grande Gatsby! Nel senso che ci si è reincarnato. E' perfetto. Ci sguazza nei suoi panni, nei suoi gessati rosa e nei suoi maglioncini da barca a vela. E' perfettamente a suo agio come padrone di casa e cerimoniere di party a bordo piscina dove da un momento all'altro ti aspetteresti di vedere Puff Daddy e non ne saresti sorpreso nonostante il film sia ambientato nel 1922. (questa è un'altra delle ragioni per la quale mi ha stupefatto il regista, Baz Luhrmann).
In un intreccio e in un mood completamente impregnato di sguardi, sorrisi, ammiccamenti e bon ton old style, il nostro Leo sembra posseduto dallo spirito di Marlon Brando e di Paul Newman contemporaneamente. Non che ci sia ancora bisogno di conferme, ma questa non la considererei nemmeno una grande prova artistica. Lui non recitava, lui era lui. E come effettivamente il copione vuole, tutto il resto gli girava attorno, vorticosamente come le pazze corse in macchina in stile fumettone Marvel o lentamente come l'agonia di una flebile luce verde al di la della baia (questa la capirete solo dopo aver visto il film).
Quindi, come direbbe il protagonista, "Vecchio mio, non esitare, vai al cinema e andrà tutto bene!"

1 commento:

Massimo ha detto...

il solito ruffianone...

Manco il libro ti ricordi..di scrittori e musicisti che si rivoltano nella tomba ogni volta che leggono i tuoi post ormai ce ne sono troppi...
cmq sei simpatico, e tutto sommato non hai preso troppa polvere..forse un pò di istinto naturale..

saluti

L'ex Blogger (per il momento)

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...