sabato 27 aprile 2013

Predaia Santa Sofia

E cosa c'entra ora un vino in questo blog? Apparentemente nulla, o almeno per il momento, ma ho deciso di aprire le porte anche ad un'altra delle mie passioni. Molti espertoni, sommelier e degustatori probabilmente storceranno il naso nel leggere i miei post, e da una parte me ne farò una ragione, ma dall'altra voglio mettere subito le cose in chiaro: a scanso di equivoci, in questo blog non ci sarà posto per retrogusto di bacche di ginepro o odore di piscio di gatto.
Voglio solamente dare dei suggerimenti e delle opinioni personali sui vini che ho assaggiato nella mia ormai ventennale esperienza di pranzi, cene, degustazioni, grigliate, feste di paese, sagre di questo e quell'altro vino, aperitivi a scrocco, visite in cantina, razzie in cantine altrui, dieci anni di Vinitaly, e una famiglia in cui il vino ha sempre avuto un ruolo determinante nell'educazione alla vita.
Non c'è un vero motivo del perchè abbia scelto il Predaia delle cantine Santa Sofia, ma mi piace pensare che abbia avuto il merito di darmi la spinta a cominciare a scrivere di vini in questo blog.
L'ho assaggiato al Vinitaly di quest'anno grazie alla gentilezza e alla cordialità dei proprietari della già citata cantina Santa Sofia, produttori storici della Valpolicella. Senza nulla togliere al loro Amarone e al Ripasso, sui quali si va sul sicuro, il Predaia ha avuto la capacità di sorprendere me e il mio palato (fine) nonostante fossimo già provati da un'intensa mattinata di assaggi.
Stiamo parlando di un Cabernet Sauvignon con un 15% di Corvina e Rondinella, quindi un IGT nel quale l'enologo si è divertito a fare un pò come gli pare (come sempre o quasi accade con gli IGT) e secondo me ha centrato l'obiettivo. Un vino gradevole e sicuro allo stesso tempo, quasi presuntuoso ma un pò pigro, nel senso che sa di esser buono e te lo fa intendere subito facendoti però anche capire che può fare di meglio se gli dai una seria possibilità. E come se ti dicesse - sparati una bottiglia su una fiorentina snobbando per una volta il tuo supertuscan preferito e poi ne riparliamo!
Un'altra sua grande caratteristica è il prezzo. A detta della produttrice si dovrebbe trovare in enoteca a 13€. Per Clapsbook un ottimo rapporto qualità prezzo.
Straconsigliato anche per fare bella figura con gli amici o con una ragazza soprattutto se accompagnato con la sua frase di accompagnamento. (faccio una digressione: un segreto per fare colpo e far credere a tutti di conoscere il vino è associargli una frase ad effetto o un aneddoto, e ogni vino dovrebbe averne una!).
FRASE DI ACCOMPAGNAMENTO: L'Amarone è uno dei vini preferiti di Obama e le Cantine Santa Sofia gli hanno fatto recapitare una bottiglia speciale del loro Amarone proprio il giorno del suo insediamento alla Casa Bianca!

3 commenti:

Raffaele ha detto...

Attendevo da tempo questo passo.
Ti seguirò, come al solito, con molta attenzione.

Trovo felice la scelta rischiosa di esordire con un vitigno discusso e spesso osteggiato. Partire dalle Langhe o dal nostro Vulture sarebbe stato troppo facile.

Sposo in pieno la tua linea editoriale: di blog che narrano di vini che "sfarfallano tra note burrose e selce calda" e/o vini "carezzevoli nella carbonica" ce ne sono fin troppi.
Ma sono certo che non mancheranno richiami ironici alla figura del sommelier e alla sua "arte" di fingitore.

Simpatica l'idea delle frasi di accompagnamento, anche se, devo ammetterlo, quella d'esordio su Obama non è propriamente entusiasmante. Saprai sorprenderci, non ho dubbi.

Daje!

Massimo ha detto...

Bel post e bel commento...
ma io spero sia la prima e l'ultima recensione...
magari un'altra, ma non di più...
grazie

claudio claps ha detto...

2 commenti un pò contrastanti. Raffaele è contento della scelta e mi chiede di stupirlo, Massimo, che sarà sicuramente un degustatore Onav mi esorta a chiuderla qui...
La scelta per me è fin troppo facile ;)

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