venerdì 9 novembre 2012

Il libro di Agassi è strepitoso!

More about OpenParto da una posizione di vantaggio. Sono sempre stato un suo fan. Quando da ragazzino mi preparavo per andare a giocare a tennis lui mi guardava sorridente, appoggiato alla sua Cadillac bianca, con la sua zazzera posticcia mechata e mi dava serenità e carica come te la può dare un mito di cui hai un poster in camera!
Esatto, lui è, insieme a Maradona, l'unico grande mito sportivo che abbia amato e ammirato. A 12 anni tutti i miei amici avevano un modello tennistico da seguire (con scarsi risultati). C'era Becker, c'era Edberg, c'erano Lendl, Chang, McEnroe, stavano arrivando Sampras e Courier, ma io, insieme ad altre migliaia di ragazzini sono stato folgorato da sto tipo strano che si muoveva come un flipper e colpiva la palla come non lo faceva nessuno. Mi ero fatto anche tagliare da mia madre un paio di jeans e li usavo come pantaloncini da tennis!
Ero affascinato dal suo spirito ribelle, dal suo uscire fuori dalle regole stando ben dentro il campo, dalla sua positività, dalla sua immagine, dal suo essere un punto di rottura. Più avanti, per fortuna, ho cominciato anche ad apprezzare il suo talento cristallino e le sue eccezionali qualità sportive.
E poi è arrivato Open - La mia storia!
Ti aspetti di trovarci conferme su vita sregolata, decisioni ribelli, carattere estroverso da rockstar, ore e ore dal parrucchiere a scegliere la tonalità giusta che piace alle fans, e invece...scopri la verità, l'io interiore di un adolescente frustrato che odia il tennis con tutte le sue forze e che non ha una identità nonostante il motto che lo ha perseguitato fosse "l'immagine è tutto"!
La lettura appassionante racconta l'iceberg della vita di Agassi, quella che c'è sotto la punta, in una sconvolgente serie di aneddoti e rivelazioni che "umanizzano" lo sportivo e ti spiattellano in faccia la dura realtà.
Ma è una realtà che piace, che rende merito alle sofferenze di uno dei simboli del tennis moderno, uno di quelli che ha dato e ricevuto tanto da questo sport, che ha avuto il merito di cambiarlo per certi versi e sempre in positivo, che sdogana il punk, che spiega a tutti che non andrebbe ricordato come l'eterno ragazzino ma bensì come il più "anziano" numero uno (detiene ancora il record!). Nonostante i passaggi su droga e bugie esce fuori un Agassi se vogliamo ancora migliore di quello sempre visto così lontano e solo sul campo. Leggere questo libro è un pò come scoprire che la ragazza che ti piace oltre ad essere indubbiamente una gran figa, conosce il fuorigioco odia Ramazzotti e sa cos'è un supertuscan!
Essendo una biografia, Open racconta l'origine, l'ascesa, il declino e le tante rinascite di Andre, ma dal suo punto di vista e scusate se insisto, dal punto di vista dell'uomo, con tutte le sue fragilità le sue insicurezze le sue paure le sue paranoie e i suoi fantasmi. Rievoca i suoi periodi più belli, i suoi match più significativi nel bene e nel male, le vicende familiari, i suoi viaggi intorno al mondo, i suoi sogni. Tutto sempre in parallelo con la sua vita privata nella quale si accompagnava ad amici fidati, santoni, bellezze del cinema, preti scomunicati e figure paterne.
Ma Open è anche una storia d'amore, bella, fiabesca, in cui il principe azzurro pelato riesce a conquistare l'amazzone teutonica che ha sempre amato sin da bambino, con la quale completa il quadro della sua vita e trova finalmente il vero significato della sua esistenza.
Insomma, è un libro davvero sconvolgente e apprezzabile che inserisco tra le migliori letture della mia vita e non esagero. E ai non sportivi dico che il tennis è solo un contorno, un filo conduttore. Qui si parla di filosofia, di psicologia, di sentimenti puri come un talento, di rapporti umani e soprattutto di verità, di "mettersi in gioco", di ribellarsi alle catene che ci legano. Ecco, questo è Open, è la storia di un uomo che è riuscito con molta difficoltà a liberarsi dalle proprie catene e da quelle che la società gli ha imposto, facendo un lavoro su se stesso ben più duro degli allenamenti con il drago o con nick the dick!
RIVELAZIONE

4 commenti:

Raffaele ha detto...

Ottima recensione Claps!
Mi dispiace tu abbia ridotto la quantità dei post nell'ultimo periodo, lo sai.
Ma se la qualità è questa.....potrei farmene una ragione.
Sul talento di Agassi: forse non avevi tutti i torti quella sera. Al netto delle incomprensioni alcoliche potrei spostare la mia opinione verso la tua. Non di molto ma un po' si.

PS: Visto che citi i supertuscans, che ne dici di cercare nuova ispirazione nel mondo enologico? Non vorrai farmi aspettare l'uscita di " Io, Edison Cavani" per leggere il prossimo post?

claps ha detto...

Troppo buono amico mio! Cercherò di tornare ai ritmi di un tempo, ma la colpa spesso è data dalla mancanza di materia prima. Do il meglio solo se sono particolarmente entusiasta. Sono contento che un po' ti sia ricreduto sul talento di Agassi...meno male che esiste youtube!
Ps. Ogni tanto ci ho pensato, ma bisogna essere molto preparati, cosa che io non sono. Dovrei trovare un filone particolare...tipo come comprare il vino online ;)

nella ha detto...

Adoro le biografie, mi piaceva Agassi...lo leggerò Claps, grazie della tua bella recensione...
Un radioso 2013!

Amos Gitai ha detto...

Salve,
augurandoti un felice 2013, ti invito a votare i migliori film del 2012 sul mio blog. Nella pagina trovi anche il link per votare come "blogger cinematografico". Ovviamente, l'invito è esteso a tutti i blogger di cinema qui di passaggio che non sono ancora riuscito a contattare e a tutti i visitatori amanti del cinema!

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