venerdì 27 luglio 2012

La straordinaria invenzione di Hugo Cabret

La magia del cinema nella magia del cinema. Un Martin Scorsese che non ti aspetti racconta la favola (vera) della nascita degli effetti speciali inventati da padre Georges Melies.
Hugo Cabret è un orfanello modello Oliver Twist che vive clandestinamente negli ingranaggi degli orologi di una stazione dei treni di Parigi. La sua è una lotta per la sopravvivenza sostenuta da un grande obiettivo apparentemente fanciullesco, ma paradossalmente divino: rimettere in sesto un prototipo di cyborg in grado di scrivere che il padre, tristemente trasformato in cenere in un incendio di un museo, aveva trovato e trafugato in chissà quale scantinato. Nelle sue abitudini quotidiane il piccolo Hugo annovera piccoli furti ad un negozio di giocattoli gestito da un vecchio burbero e scontroso che palesemente nasconde un passato burrascoso. Proprio in uno dei suoi tentativi di ingegnoso trafugamento i due uniscono le loro vite in maniera indelebile dando origine ad una serie inimmaginabile di colpi di scena e intrecci familiari. A poco a poco la matassa si srotola attorno all'alone di mistero che avvolge il giocattolaio e inizia il racconto di quello che sarà appunto l'inventore degli effetti speciali nel mondo del cinema.
La magia del film sta innanzitutto nei colori. Vividi e luccicanti come paillettes quasi fosse un film di animazione. La stazione è l'universo, i personaggi che la popolano gli unici esseri viventi. Tutto il resto non esiste.
La storia del mondo nasce e finisce lì, scandita dai mille mila ingranaggi dei mille mila orologi. Tutto quello che deve accadere sarà lì: la storia d'amore tra un gendarme zoppo e una fioraia, i segreti nascosti dei libri d'autore, la lievitazione lenta dei croissant, i topolini meccanici, il romanticismo degli anziani nei bar, le indagini di due novelli Sherlock Holmes e chiaramente un uomo meccanico in grado di lasciare messaggi a distanza di decenni.
Tutta la maestria di Scorsese viene esaltata, questa volta non tanto nella lucida stesura del plot narrativo e nella perfezione ormai conclamata, ma nella cura dei dettagli (emblematico il riflesso dell'orologio nell'iride del giocattolaio in una delle primissime scene) e nella abnegazione che ci mette nel voler creare un vero tributo alla settima arte: il cinema.
Perchè in realtà è questo l'obiettivo della pellicola: far rivivere con una favola moderna la spettacolare vicenda di uno dei pionieri della celluloide forse troppo sconosciuto ai più.
La leggerezza è impagabile, l'emozione è viscerale e i premi vinti sono tutti strameritati per quello che probabilmente è uno dei prodotti migliori del 2012.
Sicuramente d'autore.

3 commenti:

nella ha detto...

Leggermente sopravvalutato, ma con regia e tecniche cinematografiche , più il piccolo protagonista , divine!

Film Romantici ha detto...

Ciao, mi presento, sono Cry. Mi piace davvero molto il tuo blog, complimenti!
Anche il mio è un blog sul cinema e mi piacerebbe poter iniziare una collaborazione. Ho in mente un paio di idee per rendere la cosa interessante per entrambi i siti.
Se l'idea ti ispira, scrivimi su lascatoladelleemozioni@gmail.com
Ad ogni modo, grazie.
Cri

suan zhang ha detto...

Repliche orologi aiuterà a essere vestito in vostro meglio senza dover spendere una grande quantità di denaro per un orologio.

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