mercoledì 7 marzo 2012

Quasi Amici, una perla assoluta

La leggenda narra che gli "addetti ai lavori" la prima volta che hanno visto il film completo si siano subito accorti di aver fatto qualcosa di eccezionale!
Io non stento a crederci perchè lo è realmente e lo capisci già dalla prima scena quando subito ti viene una pelle d'oca che ti abbandonerà solo sui titoli di coda.
Sto parlando di uno di quei film con la colonna sonora composta al pianoforte, in cui tasti neri e tasti bianchi scandiscono un ritmo sostenuto "allegro ma non troppo" e sono la metafora di un continuo contrasto emotivo, uno di quei film che quando finisce stai seduto sulla poltroncina almeno altri cinque minuti ad aspettare che ti si asciughino gli occhi lucidi perchè un pò ti vergogni e cerchi di scorgere le reazioni del tuo vicino.  E' come la pioggia in un giorno di sole che ti regala un sorriso di stupore.
Il titolo originale è Intouchables e credo si riferisca alla sensazione di inadeguatezza che si avverte quando si ha a che fare con dei tetraplegici e non si sa, appunto, come toccarli e se toccarli. A me piace pensare che ci sia anche un riferimento agli intoccabili, ai paria, a quella categoria di persone che vivono ai margini della società senza la minima speranza di rientrarci.
Quasi Amici è il titolo propinatoci inspiegabilmente a noi italiani e l'unica verità nascosta è che si parla di un'amicizia tra due persone apparentemente lontane ma intimamente vicine:
un ragazzone di colore, un nero d'africa con un gran sorriso accattivante e coinvolgente, stile Balotelli per intenderci, scanzonato e bulletto, uno che ne ha viste tante e non ne vuol vedere più, costretto a portarsi dietro un animo nobile in un ghetto parigino senza leggi e un facoltoso signore di mezza età costretto su una sedia a rotelle a causa di un incidente, perfettamente consapevole della sua situazione e lucidamente attaccato alle soddisfazioni che la vita può ancora offrirgli.
Un film che giustamente inquadra la pietà in accezione negativa e che gioca sapientemente su contrasti basici in contesti acidi, dove non c'è spazio per falsi moralismi, calcolato buonismo o mielosa solidarietà.
E' la storia di una strepitosa alchimia tra due PERSONE che solo una coincidenza ha fatto incontrare, raccontata con realismo e verità scremata da tutto il superfluo e che va subito al sodo.
Il tema vero, quindi, non è la malattia o la compassione, ma è l'umanità nei suoi aspetti più intimi, i rapporti personali enfatizzati da gesti e sguardi privi di malizia e bigottismo.
La relazione tra i due protagonisti è letteralmente devastante e ti squarcia l'anima, ma poi te l'accarezza dandoti speranza. Il disarmante cinismo che deriva dal cuore grande del ragazzone spiazza in maniera indelebile lo spettatore e regala un'esilarante serie di situazioni che ti ribaltano dal ridere. Si si, perchè la cosa stupefacente di Quasi Amici è proprio questa. E' divertente da morire, come solo un film intelligente e sagace sa fare.Si passa da fragorose risate a groppi in gola in meno di tre fotogrammi.
A mio avviso grande merito va anche a Francoise Cluzet e Omar Sy, due attori straordinari che hanno contribuito alla magia della pellicola entrando nella vicenda (una storia vera) in modo encomiabile.
Continuerei ancora ad elogiarlo, ma devo trattenere l'entusiasmo perchè non vorrei rovinare a nessuno la meraviglia di questo capolavoro creando troppe aspettative, ma vi assicuro che raramente si vede qualcosa del genere. Il livello di perfezione nella lettura dei personaggi e delle loro sfumature è altissimo. La bravura nel non eccedere mai nello scontato e nel patetico è strepitosa e quasi incredibile. La forza vitale e l'emozione che regala questo film me lo fanno definire generoso!
Ti lascia dentro delle sensazioni positive nonostante tutto sommato sia improntato su un dramma umano e forse è proprio questa la sua forza e la sua peculiarità.
Difficilmente ho trovato una commedia cosi toccante e un film drammatico così spassoso nello stesso lavoro cinematografico.

8 commenti:

Massimo ha detto...

Non ti ho mai sentito parlare cosi bene di un film. Con questo trasporto e affetto.
Sabato, forse serata libera...nel caso oltre all'immancabile ristorantino punterò a questo film..dopo di che scriverò una recensione sul Blog ovviamente dopo essermi riletto la tua:)
bravo vecchio mio!

Massimo

claps ha detto...

In fondo in fondo ho un animo sensibile ;) Spero non rimarrai deluso, ma non credo

Laurel ha detto...

Ho appena lasciato una orribile poltrona in 2^ fila, ma che dire??...son rimasta finchè l'audio è stato tolto e lo schermo oscurato...Felice della proiezione di uno di quei pochi (da leggere UNICI)film che ti lasciano qualcosa una volta finito di guardarli..e non è solo ironia e non è solo l'intelligenza e neanche la bravura dell'attore...è il mix che colpisce e affonda...uno di quei film tratti da drammatiche realtà che mostrano l'efficacia dell'essere "insensibile" all'handicap ma "sensibile" verso la persona...in questo film la pietà è solo per chi ha scelto il titolo in italiano! film delizioso!CONCORDISSIMO: very good job!great Clà!

claps ha detto...

grazie mille Laura!

nella ha detto...

Lo andrò a vedere senz'altro... Critica alle stelle , il tuo commento superlativo...gli inviti ci sono tutti....Ciao Claps!

Zia Cin ha detto...

Bella questa recensione!!!Come al solito mi fai venire l'acquolina in bocca 'nnnaggiattè! Alla fine ti ho letto oltremodo esaltato, dimmi, ma poi sei svenuto con le convulsioni mentre scrivevi sul tuo pc??? :D ahahah allora my friend, anche stavolta ti dirò poi..e se và a finire che abbiamo gli stessi gusti, come credo di capire, sono cacchi tua!!! Ti faccio andare avanti per ogni film come facevano in antichità i padroni con i loro servi per il cibo avvelenato ;)

claps ha detto...

X Nella: sono sicuro con rimarrai delusa.
X Zia Cin: quando una cosa mi piace la vivo con molto trasporto ;)
Cmq ti consiglio di andare al cinema a vederlo, rende molto di più.
Sempre al tuo servizio padrona ;)

Vivi...elasciavivere ha detto...

Ok, vado al cinema!

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