domenica 12 febbraio 2012

Benvenuti al Nord, arrivederci a mai più

Credo che il cinema italiano, mai come in questo momento, rispecchi fedelmente la pesante crisi che il nostro paese sta vivendo! Ormai si vedono solo film interpretati da comici televisivi e da soubrette che hanno superato indenni il governo Berlusconi e il suo bunga bunga. Seppur con Pupi Avati, anche Cesare Cremonini ha avuto il suo spazio ed è tutto dire!
Questo purtroppo mi obbliga a scrivere anche dell'ennesimo esempio di malacinematografia del nostro belpaese: Benvenuti al Nord.
Giuro che non ne avevo la minima intenzione, ma l'unico motivo per il quale lo faccio è per stroncarlo.
Sono un terrone (ben)venuto al nord, precisamente a Milano per lavorare e non mi lamento affatto. Questa città, che io definisco la grande puttana, è particolare, affascinante, superba e diffidente. Non la capisci subito. Ti ci vogliono almeno un paio d'anni. Poi però la sua anima nera (cit. Martux) ti sorprende e non puoi più farne a meno, e nel frattempo il tuo processo di
integrazione è già ad uno stato avanzato.
Quello che viene descritto nel film è il solito vecchio clichè, per giunta già abbondantemente sviscerato in Benvenuti al Sud, del meridionale che sale al nord con la valigia piena di pasta e salame, che si aspetta di trovare la nebbia e il freddo polare, la diffidenza della gente e una lingua incomprensibile da interpretare!
Ma bastaaaaaa. Ste cose le faceva Totò più di cinquanta anni fa. Seppur vere, (io non rinuncerò mai alle scorte di sughi di mia mamma  e al vino di mio padre) non fanno più ridere, bisognerebbe andare oltre e cercare qualcosa di più attuale. La cosa che più si avvicina all'attualità in Benvenuti al Nord è udite udite La Lega! Quella, in effetti ai tempi di Totò non c'era.
Terzo grande tema sul quale sganascarsi dalle risate è il terrone che non fa un cazzo mentre il milanese efficiente porta avanti la baracca!
Chiaramente i ruoli si invertiranno e dopo un tentativo mal riuscito di ammiccare al pubblico con una svolta sul moralismo e la riflessione stile volemose tutti bene siamo una sola nazione e insieme ce la faremo (tristissssssimo), la pellicola si conclude nel migliore dei modi, con tutti i cerchi che si chiudono e le coppie che si ri-accoppiano!
Ad aggravare la situazione poi c'è sicuramente l'infelice scelta di Siani!
Siani è la brutta copia di Lello Arena che cerca di imitare Massimo Troisi!
Per fare la parte del napoletano ci vuole un napoletano simpatico di suo, che faccia ridere in quanto napoletano, che sia strafottente e "shcattus" per questioni di dna!
Siani non è questo. E' solo un attore che interpreta il prototipo del napoletano triste ma con la battuta sempre pronta. E' costruito e si vede, di conseguenza perde tutta la spontaneità che occorre per essere il protagonista di un film del genere.
Bisio fa quello che può e anche bene, ma non ha margini di miglioramento.
La Finocchiaro, invece, è l'unica che regala momenti di gioia e ilarità. La nonnina è il vero punto di forza di tutto il film! Il dialogo tra lei e Scapece è spettacolare.
Tirando le somme...una forzatura continua con battute da repertorio e ritmi da scatch televisivo per un film che, diciamola tutta, non andava fatto.
Peccato però che un Benvenuti all'Est si staglia già minaccioso

5 commenti:

Gaetano Lisco ha detto...

Non sei il primo che lo stronca. Quando un film ha successo, il sequel (generalmente mal riuscito) è d'obbligo, per incassare qualche soldino in più. Chissà se ci sarà anche un prequel...

donatella g. ha detto...

Anche il primo, in verità, era pieno di luoghi comuni....e di temi triti e ritriti...Tuttavia, che ti piaccia o no, blogger, alcune cose sono rimaste identiche a 50 fa.. Sul resto hai ragione..Imperante crisi di idee e di talenti.

claps ha detto...

In realtà un prequel se vogliamo c'è stato: Giù al Nord! film delizioso dal quale è partito tutto!
A me nemmeno il primo mi ha esaltato, un pò per gli stessi motivi.
Sono d'accordo che molte cose non sono cambiate, ma una cosa è certa, non fanno più ridere!

Massimo ha detto...

Mi citi ma almeno un link potevo farmelo!
Sei genovese altro che terone!

Mi aspettavo questa tua recensione e mi aspettavo anche che il secondo fosse una delusione, anche se ancora non l'ho visto e non so se e quando succederà.

Però il primo è molto carino e potevi evidenziarlo di più. Sicuramente quello francese sarà superiore, ma anche Benvenuto al Sud è un bel prodotto, divertente e leggero. E i posti sono incantevoli..insomma è "roba nostra!"

Ciao volpone..

nella ha detto...

Caro Claps, non ho visto" benvenuti al sud", per scelta evito di vedere le repliche delle controrepliche delle controrepliche etc etc. I primi due ( inserisco anche quello francese) mi erano piaciuti abbastanza . Non è il genere che io preferisco, ma ogni tanto qualcosa di leggero , che allo stesso tempo ti faccia pensare , non guasta. Sono d'accordo con te , che in questi casi da pensare c'è molto poco. Sono luoghi comuni, ma questi ultimi esistono ancora , anche dopo i film di Totò. La realtà è questa , più o meno generalizzata. Meno male che i punti cardinali sono solo quattro!!! Stai bene , amico mio...

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