giovedì 12 gennaio 2012

Midnight in Paris - Parigi val bene una...notte

Suggestivo e vintage! questi secondo me gli aggettivi che meglio descrivono Midnight in Paris.
Sarà stata la splendida cornice che solo una città come Parigi può dare, o la fotografia con effetto seppia permanente, o anche il fatto che abbia visto questo film in un vecchio e scomodo cinema di Milano e non in un megamultisala con poltrone massaggianti, ma devo ammettere che per un'ora e mezza mi
è sembrato davvero di stare in un'altra epoca.
E si che è proprio di questo che si parla, di uno scrittore americano in viaggio di piacere a Parigi con futura moglie e annessi spocchiosi suoceri, che ogni notte, allo scattare della midnight, prende un improbabile taxi del tempo e viene carinamente teletrasportato nei seducenti anni '20!
Idea non originale indubbiamente (semmai mi dovesse capitare preferirei sempre e comunque la cara vecchia DeLorean del Doc), se non fosse che Woody Allen la "arricchisce" diciamo, con una serie di passeggeri d'eccezione di quelli che si possono incontrare solo nei peggiori bar di Caracas, magari sorseggiando un mojito mentre pensano ad un vecchio e al mare, oppure di quelli che suonano alla porta e ti dicono "no Fitzgerald? no party", o ancora di quelli che non ballano sui cubi ma fanno  comunque i cubisti!
Insomma una carrellata di scrittori, pittori, artisti, toreri, nani e ballerini che hanno dato vita ad una delle epoche più floride e ricche per l'arte del secolo scorso, e che interagiscono con un incauto e disincantato scrittore sceneggiatore della Hollywood da bere. Un bell'incontro che arriva a una precisa e ferma morale: siamo sempre portati a pensare al passato come ad un momento storico in cui si stava meglio, ma non ci soffermiamo mai a ragionare sul fatto che anche quel passato ha a sua volta un passato. Ergo, conviene di gran lunga vivere bene il presente e prendere atto che, come tutte le epoche, ha pregi e difetti con i quali convivere.
Abbandonando la filosofia e tornando al film, per quanto non sia un grande fan di Woody Allen, devo, senza troppo sforzo, ammettere che si dimostra ancora una volta un regista con la R maiuscola. Solo lui poteva fare un film del genere. Ha il suo marchio stampato su ogni centimetro di pellicola: leggero e spensierato come un intellettuale dei salotti bene, disincantato e menefreghista al limite dell'arroganza, sagace e divertente come un libro di Jerome e...lento come un classico film di Allen.
Ma il reale valore aggiunto è Owen Wilson! Abituati a vederlo sempre nei panni del cazzone insieme a Ben Stiller, rende ancora più evidente la validità della sua performance. Io personalmente ho rivisto in lui proprio un Woody Allen un pò più giovane. Anzi, sono convinto che il regista gli abbia espressamente detto di fargli il verso! Quell'aria da finto tonto e anche la camminata incerta con le gambe a x sono una prova da attore vero, da accademia. Magari Woody si era ritagliato la parte per se, ma poi ha pensato bene di darla ad un attore più "fighetto".
Niente da dire a tutto il resto del cast e nota di merito al fondoschiena di Rachel McAdams sul quale il regista indugia più di una volta.
Insomma un gran bel prodotto della fervida fantasia di un geniaccio che ha voluto dare un volto e un carattere a gente come il rissoso Hemingway, l'affascinante Fitzgerald, lo stravagante Dalì e il burbero Picasso, in un modo atipico e curioso come si confà ad un bravo cantastorie.
Ps. sarà stato un caso ma sono uscito dal cinema e mi sono imbattuto in capannello di circa 200 persone che cantava le canzoni di De Andrè sulle scalette del Duomo! a voi l'interpretazione...

7 commenti:

nella ha detto...

Caro Claps, per principio, e non so pechè, vado a vedere tutti i films di Woody Allen, anche se devo dire, molti mi hanno delusa. Ma quest'ultimo mi ha confernmato come la classe di un particolare regista , abbia un peso infinito sulla riuscita del lavoro. La scelta degli attori, le inquadrature, i colori, tutto ci porta in un ieri .oggi magnifico...Malgrado un po' di polvere Allen non si è smentito! Non so spiegare l'attinenza con De Andrè, forse le persone sono fans del nostro cantautore od una frase del film ha fatto scattare l'insolita performance..o la solità casualità... chissà! Ciao caro Claps!

Anonimo ha detto...

Ciao Cocì, ieri era l'anniversario della morte di De Andrè!!!bello il post e mitico wilson

claps ha detto...

x nella: questo film è un mix perfetto. Allen è stato magistrale.
x l'anonimo coci: almeno ora è tutto chiaro

Amos Gitai ha detto...

Grazie per il passaggio.

1. Ricambio la recensione di Midnight in Paris per confronto.

2. Ho visto che ancora non hai invitato la tua lista dei 10 migliori film dell'anno per il premio della Critica Blogger. Se vuoi, entro domenica notte puoi inviarla compilando questo form.

claps ha detto...

Ciao Amos, hai ragione. ti appena mandato la mia classifica. complimenti per l'iniziativa

Massimo ha detto...

Bella recensione...il momento filosofico a metà del post è la tua punta di diamante:)

claps ha detto...

grazie max!

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