lunedì 5 dicembre 2011

L'amico di famiglia vs This must be the place

Finalmente ora ho capito perchè qualcuno ha dato tutti quei soldi a Paolo Sorrentino per girare This Must Be the Place: ha visto L'amico di famiglia!
Presentato, giustamente, al Festival di Cannes nel 2006 dove sempre giustamente ebbe numerosi apprezzamenti da parte di critica e pubblico, questo film ha certamente un quid che sposta le facili valutazioni.
Difficile da decifrare e complicato da catalogare, è un'opera che gli esperti definirebbero "con i controcazzi!"
Lo stile del regista è inconfondibile già dalle prime inquadrature
e anche quando sembra troppo lezioso si resta comunque soddisfatti da un paesaggio o da un particolare irrilevante ai fini della storia.
Ecco, i particolari.
Questa, secondo me, è la vera differenza tra Sorrentino e tutti gli altri registi nostrani: i particolari!
Lui li adora, li cura, li coccola, li inventa e se ne compiace. Si innamora dell'idea di un braccio ingessato senza un vero motivo, di una suora insabbiata fino al collo o di una spallina scucita. Ne ricama sopra una storia parallela e incuriosisce il pubblico in maniera morbosa, ma con grazia e delicatezza.
E qui apro e chiudo una parentesi: forse è questo che è mancato in This Must Be The Place, il raccordo tra questi famosi particolari e tutto il resto della storia. Più volte ci si è trovati di fronte e personaggi o situazioni che riuscivano a trovare la quadra, vittime di se stessi  e della loro unicità.
Ne L'amico di Famiglia invece tutto scorre perfettamente in un ritmo tecno-country da urlo.
E' eccezionale come la storia di questo strozzino malandato viscido e fanciullesco venga raccontata in maniera tambureggiante nonostante si avverta la lentezza della trama. E' un pò come viaggiare in aereo, stai volando a 1000 km all'ora su un autobus con le ali ma sei comunque tranquillo e rilassato!
Come avrete capito la trama si basa appunto su un usuraio taccagno e solo che pensa di essere un benefattore ma intimamente conosce il suo cattivo cinismo e lotta costantemente con i mostri delle sue perversioni.
Saranno proprio le sue lotte intestine e la sua estrema avidità a farlo capitolare in un crescendo di umiliazioni e patetiche sconfitte.
Giacomo Rizzo non è Sean Penn, ma solo per una questione di "logistica". Fosse nato in America avrebbe avuto altra fortuna. Sta di fatto che riesce perfettamente a trasmettere l'angoscia che il personaggio richiede e incarna stupendamente il prototipo dell'eterno deluso dalla vita.
E vi dirò di più, secondo me Sorrentino si è ispirato a lui quando ha creato la struttura caratteriale di Cheyenne! Alcune sfumature disincantate e eteree sono comuni ad entrambi.
Il resto del cast prevede Laura Chiatti che, oltre alla notevole presenza scenica, risulta anche abbastanza credibile e Fabrizio Bentivoglio che fa il suo portando a casa la pagnotta.
Un film dunque che va visto e rivisto per apprezzarne a pieno il succo e l'anima, un anima nera e cupa come la società corrotta che racconta, la società delle false speranze e degli scheletri negli armadi, di quegli armadi pieni di vestiti sfarzosi comprati mangiando pane e cipolla, quel pane e cipolla che ha reso Sorrentino un regista di cui andare fieri nonostante abbia voluto "esagerare" con l'internazionalità della sua ultima opera.
Magari sbaglio, ma vedo L'Amico di Famiglia come la bella copia di This Must Be The Place e lo considero di gran lunga superiore sotto tutti i punti di vista.


2 commenti:

nella ha detto...

Mio caro Claps , non ho visto"l'amico di famiglia" e mi riprometto di riempire questa lacuna. Abbiamo attori italiani molto dotati , che , indubbiamente se fossero immessi nel mercato americano avrebbero altra fortuna! E' evidente che il film di Sorrentino a te non è piaciuto e non consideri Sorrentino stesso , quel mago della regia che alcuni trovano. Ma questo ci sta tutto, perchè ognuno è libero di avere i propri gusti ed esprimere le proprie opinioni, giuste o sbagliate che siano.Non posso , purtroppo fare un paragone, ma sai che discordo con te circa "This must be the place". Ne ho già parlato e sarebbe noioso ripetersi. Hai fatto comunque , un'ottima recensione, complimenti. Un caro saluto, Nella

claps ha detto...

beh, in realtà ho apprezzato molto la regia di Sorrentino in questo film. Nel suo ultimo film contesto un pò la mancanza di trama...ma ne abbiamo già parlato. grazie mille per il commento

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