mercoledì 12 ottobre 2011

Buttarsi di Dan Fante, l'irriconoscenza di un figlio!

More about ButtarsiIn tutti i campi, dalla musica al calcio, dalla pittura al sumo, esistono dei mostri sacri, dei talenti inarrivabili che hanno segnato un'epoca o condizionato intere generazioni.
Può capitare che alcune di queste leggende avessero anche dei figli, e che magari questi figli, per puro spirito di competizione o solo perchè era la cosa più facile e naturale da fare, avessero anche la velleità di ripercorrere le orme dell'ingombrante genitore.
A memoria, seppur sforzandomi, non sono riuscito a trovare nessun esempio da citare, ma è probabile che magari qualcuno ci sia ma mi sfugge. Tuttavia, è a mio parere indubbio, che non possa essere annoverato tra questi un certo Dan Fante, e lo dico da ammiratore sfegatato di uno degli autori più straordinari del secolo scorso, il benemerito John Fante!
Per ovvie ragioni mi sono impelagato nella complicata lettura di Buttarsi, primo romanzo del già citato Dan  (comprato usato al Libraccio!!!!).
Ammetto che il mio approccio è stato un pò prevenuto, ma già dalle prime
pagine il dubbio di non essermi completamente sbagliato cominciava a serpeggiare. Il facile errore di cadere in una forte similitudine con lo stile "paterno" me lo aspettavo, ma sinceramente non così netto e spudorato. A dirla tutta, siamo lontani anni luce dalla schiettezza e dalla dura ironia di John, ma il tentativo di avvicinarsi è palese. Sembra quasi una caricatura, evidenziata ancora di più da uno dei temi dominanti della storia: Bruno Dante, giovane scrittore che cerca di scrivere e pubblicare il suo primo romanzo, ma viene rimbalzato per l'ennesima volta dall'editore! E qui la domanda nasce spontanea: caro Dan, ma tuo padre non ti ha mai parlato di un certo Arturo Bandini?
Poi la trama prevede una ripresa sociale del protagonista grazie ad un lavoro come autista di limousine in una Hollywood ricca e tentacolare, che fa da filo conduttore ai numerosi incontri con personaggi improbabili (non per la loro originalità, ma per la validità narrativa).
A condire il tutto c'è l'autolesionismo di Bruno che vede la sua massima espressione nell'uso di alcool, droghe e sesso in perfetto stile Bukowski, ulteriore aggravante di un processo creativo sterile e privo di idee personali.
Ho fatto fatica a terminare la lettura spronato unicamente dal porre fine alla mia breve conoscenza con Dan, in quanto non ho trovato nulla di ammirevole e degno di nota nel suo lavoro, ma almeno ho dato una spiegazione a quanto letto sul retro della copertina "scrivere, e soprattutto pubblicare il primo romanzo, per Dan Fante, non è certo stato facile".
Per il resto...continuerò a leggere gli originali Fante e Bukowski. DEGENERE


2 commenti:

Polla ha detto...

..quindi non ti ho fatto fare un grande acquisto :(

claps ha detto...

Cara Paola, tecnicamente no, però è servito a farmi apprezzare ancora di più il padre...a permettermi di scrivere un post...e ad averti finalmente come follower!

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