sabato 2 luglio 2011

A Ovest di Roma di John Fante

More about A ovest di RomaJohn Fante ti guarda dentro. Leggere un suo libro è come ritrovare una vecchia scatola di macchinine nella tua cameretta a distanza di anni. Ti fa affiorare ricordi e sensazioni ormai assopite e te le sbatte in faccia in maniera imbarazzante. A Ovest di Roma è composto da due racconti, Il mio cane stupido e L'orgia, nei quali il tema è ancora una volta la famiglia e il rapporto padre-figli padre-madre padre-figli&madre! Chiaramente Fante usa la sua crudezza e la sua tagliente ironia per spiattellare le enormi difficoltà che, a torto o ragione, un pò tutti abbiamo provato. Mi soffermerò sul primo racconto perchè lo ritengo una delle prove letterarie dell'autore più indecifrabili. Il protagonista è, questa volta, Henry Molise, padre di 4 strampalati figli ai quali cerca di dare un imprinting personale ma non ci riesce per paura e incapacità. Li vede sfuggire sotto i suoi occhi piano piano, ma la sua rassegnazione (raccontata ad arte e con arguzia e finezza dallo scrittore) è ben presto totale. Ancora una volta viene fuori il tema dell'inadeguatezza
del protagonista ad ergersi a fautore del proprio destino: è uno scrittore di 45 anni con un romanzo nel cassetto che si guadagna da vivere scrivendo patetiche sceneggiature.
E fin qui niente di eclatante. Ma John Fante ci regala un coup de theatre devastante: l'arrivo dal nulla di un cane gigantesco e grottesco di razza akita per giunta frocio (lo definisce proprio così!). In me che non si dica il cane viene battezzato Stupido e cambierà per sempre la vita della famiglia ma soprattutto di Henry. La tendenza omosessuale (senza distinzione tra uomni e animali!) dell'animale, infatti, dapprima vista come una beffa, si tramuterà irrimediabilmente in un motivo di rivalsa e rivincita verso una vita piena di delusioni. Ho trovato geniale e incredibile come quella che poteva essere una trovata da filmetto da avanspettacolo sia stata invece tramutata da Fante in una intuizione psicologica (azzardo) Freudiana!
Epico il passaggio in cui Stupido combatte (e vince su tutti i fronti) contro il boss canino del quartiere, Rommel, un pastore tedesco identificato anche come il piccolo Fuhrer, tentando di sodomizzarlo!
Ho sempre sostenuto che Fante o lo odi o lo ami, ma in questo libro decade questo assunto. Può esser capito anche da chi lo odia.
FORREST GUMP

2 commenti:

donatella g. ha detto...

Splendida recensione: la disamina che ne fai è lucida e raffinata. E, onestamente, genera una forte aspettativa in chi si accinge a leggere il libro..
Personalmente, credo di farlo a breve.

claps ha detto...

mi accorgo che la mia adorazione per Fante mi porta ad essere eccessivo nei giudizi, ma quelle che descrivo sono realmente le sensazioni che mi lasciano i suoi libri. Non è una lettura "facile", per questo insisto sul concetto che o lo ami o lo odi.
spero ti piaccia, ma comprendo chi dice che fa cagare (perdona il francesismo)

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