sabato 16 luglio 2011

Era davvero una spada di Hattori Hanzo

E' la frase pronunciata da O-Ren prima di morire con lo scalpo tagliato, e per me racchiude tutta la filosofia di Kill Bill Vol.1.
Qualche sera fa l'ho rivisto per l'ennesima volta. Facevo zapping, lo becco e mi dico "vabbè guardo i primi cinque minuti. Lo conosco a memoria!". Cado immediatamente in uno stato ascetico di adorazione. Sorridendo, penso "Cazzo questo sì che un film!".
Alienato completamente mi perdo tra le miriadi di piccole perle che Tarantino sparge a iosa in quello che forse è il film centrale di un unico diabolico e
incomprensibile disegno che sta nella testa del regista.
Non può essere altrimenti visto che l'idea di Kill Bill veniva per sommi capi rivelata una decina di anni prima da Mia Wallace a Vincent Vega nella famosa scena del ristorante in Pulp Fiction. In quel frangente Mia racconta dell'episodio pilota di una serie televisiva basata sulle vicende di 5 spietate assassine, le Fox Force Five, esperte di arti marziali e lame affilate. Una squadra di feroci killer composta da una bionda, una francese, una nera, una giapponese e una "circense"! Vi ricorda qualcosa?
Già questo, a mio avviso, basterebbe a spiegare la lucida follia del buon Quentin, ma per fortuna non si è fermato solo a questo. La grandezza incomparabile di Kill Bill sta indubbiamente nella maniacale cura dei particolari e nella ricercatezza estrema nelle citazioni. Ed è anche il motivo per il quale sono convinto che questo film va visto e non recensito!
Vi voglio però regalare delle curiosità sulla pellicola e sulla sua genesi:

  • David Carradine, protagonista di innumerevoli b-movies degli anni 70 e soprattutto della serie cult Kung FU, era un idolo di gioventù di Tarantino, ma prima di lui venne scelto Warren Beatty (poi licenziato per motivi ancora oscuri) per il ruolo di Bill. Pare, inoltre che la Miramax spingesse per Kevin Costner!
  • Nei titoli di coda si legge Based on the character "The Bride" created by Q&U. Altri non sono che Quentin e Uma, che elaborarono la trama di Kill Bill sul set di Pulp Fiction.
  • La targa della Pussy Wagon è PSY WGN, inoltre Tarantino la utilizzò come macchina personale per promuovere l'uscita del Vol.2
  • Sulla suola delle Onitsuka Tiger di Uma c'è scritto FUCK U.
  • Il nome della protagonista non viene mai pronunciato durante il Vol. 1. (viene coperto dai beep), ma si può leggere sul biglietto aereo: Beatrix Kiddo.
  • Il gruppo The 5.6.7.8's che canta dal vivo nella scena del massacro alla Casa delle foglie blu, venne scelto dal regista ascoltando per caso una loro canzone in un negozio di abbigliamento di Pechino.
  • Gli 88 folli, in realtà non erano 88, ma si chiamavano così perchè secondo Bill era un nome fico!
  • La tuta gialla della protagonista è chiaramente un omaggio al mito Bruce Lee che la indossava in L'ultimo combattimento di Chen.
  • Il regista spiega che Hattori Hanzo è un discendente diretto dell'Hattori Hanzo protagonista della serie degli anni 80 Shadow Warriors interpretata dallo stesso Sonny Chiba.
  • La leggenda narra che Quentin Tarantino sia uno degli 88 folli sdraiati a terra che vengono inquadrati alla fine della strage, ma nessuno fino ad ora è riuscito a individuarlo!

Per il momento possono bastare, ma ce ne sono tante altre, per non parlare delle citazioni, alle quali dedicherò un post ad hoc.
Per altre curiosità sul Volume II leggete qui.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ezechiele 25-17...è. La chiave del film

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